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Pionieri Edc: la testimonianza di Clem Fritschi

Si apre oggi nell’ambito di LoppianoLab la Convention Edc dei 25 anni con un Forum dedicato ai pionieri dell’Economia di Comunione. Qui la testimonianza di Clem Fritschi, imprenditore Edc della primissima ora

di Clem Fritschi

Clem Fritschi RidixCon entusiasmo leggo e rileggo il programma di questo LoppianoLab: fantastico questo anniversario per i 25 anni del progetto di Economia di Comunione. Confesso di sentirmi profondamente gratificato per aver potuto condividere con la squadra Ridix la messa in opera della ispirazione di Chiara Lubich.

Per la verità, già in occasione del mio primo contatto con il movimento dei Focolari nel 1974 alla Mariapoli di Bergamo la mia idea dell'imprenditore aveva assunto un aspetto nuovo: “...cercate prima il Regno di Dio e tutto il resto vi sarà dato in sovrappiù ..." e poi quella ben nota affermazione,  che prima di allora non avevo mai capito: "... dove due o più sono riuniti nel mio nome, io sarò in mezzo a loro...".

L'ho sperimentato, è vero, assieme ai tre nuovi collaboratori conosciuti in quella Laboratorio Clem Ugo ridMariapoli: il lavoro sembrava nuovo, bello e subito sentivamo di poter donare non solo il nostro tempo, i nostri talenti, ma anche contributi per opere e situazioni di necessità.

Poi, l’intuizione di Chiara in occasione di quel famoso viaggio in aereo sopra San Paolo nel ’91, ha illuminato questo modo nuovo di fare impresa. Ogni azione, lettera, telefonata, dialogo, ogni attimo, tutto deve essere un capolavoro, un dono per il prossimo, il collega, il cliente, il fornitore, anche il concorrente, il fisco, lo Stato. E’ permesso sbagliare, come è possibile anche il rimprovero, il disaccordo, ma non c'è tempo per rancori: si riparte sempre, subito, con gioia. Chi ci ha donato questo modo di  lavorare ? Lui!

Tuttora la Ridix vive e prospera grazie al “socio nascosto”, Gesù in mezzo a noi: è importante che questo si sappia. Non basta essere bravi (noi non sempre eravamo bravi, ma sempre si ripartiva nel clima e nel rispetto della Sua presenza). Dobbiamo annunciare la fede che Chiara è riuscita a infondere nei nostri cuori e nelle nostre teste: solo con questa fede la vita si illumina e ogni aspetto ha significato. 

110915 La Ridix 2. ridE’ vero che il nostro linguaggio deve essere laico, ma nel contesto in cui viviamo, in questa confusione di idee, di teorie, dove ognuno può decidere di vivere o morire, dove è perfino arduo distinguere il male ed il bene, oso affermare che siamo in pochi ad avere la fortuna di avere una fede da vivere nella quotidianità. Dobbiamo comunicare con umiltà che non siamo noi ad essere bravi, ma è Gesù che, malgrado i nostri peccati, opera meraviglie e dona gioia, felicità, entusiasmo di vivere. Quello che volevo dire è che io ancora oggi, pur essendo in pensione, sperimento insieme a tutti i  collaboratori della Ridix che senza Dio veramente la vita è solo dura e continua ad esserlo, ma con Gesù in mezzo a noi la gioia illumina ogni istante.

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