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Un’impresa non basta

Gli imprenditori EdC allargano i loro orizzonti. La parola alla vicepresidente AIPEC

di Ornella Seca

da  "Economia di Comunione - una cultura nuova" n.41 - Inserto redazionale allegato a Città Nuova n.13/14 - 2015 - luglio 2015

N41 Pag 12 Ornella Seca Autore ridPrometto di spendere la mia vita come apostolo di un’Economia di Comunione e così contribuire a un mondo più giusto e fraterno”. Questo il testo del patto firmato dai presenti al termine del 5° Congresso Internazionale EdC alla Mariapoli Piero (Nairobi, Kenya). Un’emozione inaspettata mi ha avvolta quando Luigino Bruni ha letto il testo prima in inglese, poi in italiano: circondata da tutto il mondo, sentivo che la decisione di firmare muoveva le corde più profonde del mio essere.

Mi sono guardata intorno, si stavano per concludere i giorni più significativi e belli di questa avventura nell’Economia di Comunione e ho visto volti di tutti i colori, ma con lo stesso sguardo, con lo stesso sorriso. Mi sono vista riflessa in un vetro e anch’io ero così, unico fattore comune la felicità, quella che nasce nell’intimo.

Non era solo una firma tra tante, ma un mattone che con altri mattoni costruiva speranza, gioia e certezza che possiamo insieme cambiare questa nostra economia tanto malata.
Era chiaro come l’Economia di Comunione sia uno spirito che avanza nel mondo; in essa ognuno si esprime con il suo talento e in questo modo incide, influenza, contagia dovunque è presente, in Congo, in Kenya, in Burundi, in Italia...

Come in un flashback ho rivisto i precedenti giorni e ho sentito risuonare in me le parole di Piero Pasolini 1, ascoltate in un suo video: «Secondo la logica del VangeloN41 Pag 12 Joao Laurindo ridaffermava – la nostra azione deve cercare l’attuazione della “civiltà del centuplo”, base della nostra rivoluzione sociale». Civiltà del centuplo che si è realizzata qui, in questo angolo di mondo in cui ciascuno di noi ascoltava i progetti, i sogni, gli studi dell’altro, generando una dinamica in cui non si vedeva più chi donava e chi riceveva, perché tutto era amore.

Una dinamica all’interno della quale a ciascuno è arrivato il centuplo evangelico. Posso affermare di aver costatato che quando questa civiltà è all’opera, i propositi più arditi diventano realtà per amore verso ogni fratello.

È così emersa la certezza che a noi imprenditori, impegnati per un’Economia di Comunione, a qualsiasi latitudine terreste ci troviamo “un’impresa non basta” e ho ancor meglio compreso perché arde anche in me il desiderio di portare alla luce una nuova realtà economica nel mio settore professionale: forse non sarà come l’ho immaginata, ma certamente avrà il Dna della nostra EdC.

Subito alcuni giovani si sono lanciati verso il grande foglio del patto, seguiti da altri, uno dopo l’altro in un’esplosione di colori, abiti africani e no, teste bianche e no… Con solennità e forte convinzione anche io mi sono apprestata a porre la mia firma.

1 Piero Pasolini, fisico teorico e intellettuale di grande cultura, tra i primi compagni di Chiara Lubich, amava in modo particolare il continente e le culture africane; è stato tra i primi costruttori della cittadella di Fontem in Camerun.

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