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La ricchezza della comunione

La povertà, con le sue privazioni materiali, può essere interpretata anche come isolamento, esclusione sociale. Combatterla significa allora portare la persona alla partecipazione

di Lorna Gold

da  "Economia di Comunione - una cultura nuova" n.41 - Inserto redazionale allegato a Città Nuova n.13/14 - 2015 - luglio 2015

Ogni cultura propone una propria definizione di ricchezza e povertà, e la cultura di N41 Pag 15 Lorna Gold Autore ridcomunione non è da meno. Se normalmente con il concetto di “ricchezza” si intende esprimere sinteticamente l’idea dell’aspirazione al progresso degli individui e delle nazioni, e con quello di “povertà” lo stato di inferiorità che ci si vuole lasciare alle spalle, la comunione offre una chiave interpretativa unica. Nonostante possiedano poco, infatti, coloro che vivono in comunione dispongono di un grande patrimonio di ricchezza sia in termini di beni immateriali che materiali.

Si tratta del paradosso evangelico che rivela una logica economica di distacco spirituale dai beni, che, se vissuta per amore, provoca una circolazione di beni, talenti, idee, buona volontà, che genera l’abbondanza. Nella cultura di comunione, infatti, troviamo la fenomenale capacità di generare ricchezza condivisa.

Essa esiste all'interno delle istituzioni EdC, incluse le imprese, che diventano mezzi creativi per portare le persone in questo rapporto di comunione attraverso la creazione di lavoro, trasferimenti di tecnologia, partecipazione agli utili e così via. Allora la comunione diventa come una rete elettrica, con molti trasmettitori che inviano impulsi di generosità in tutte le direzioni. Impulsi, correnti che sono in grado di generare uno tsunami di generosità, con sorprendenti e inaspettati effetti.N41 Pag 15 Comunità rid

È la misteriosa ma verificabile dinamica della comunione: la provvidenza. Analizzata da questo punto di vista, la povertà, con tutte le sue privazioni materiali, può essere interpretata come l’isolamento totale, l'essere totalmente al di fuori della comunione: l’angoscia di morire di fame in un mondo di abbondanza, con la certezza che nessuno si prenderà cura di noi e ci aiuterà. A un livello più profondo quindi, la lotta alla povertà consiste nel portare la persona alla comunione. Questa idea dà maggior peso al concetto di povertà come esclusione sociale. In effetti gli studi dimostrano che se si chiede alle persone che vivono in condizioni di privazione di descrivere la loro esperienza, inevitabilmente esse la rappresentano come esclusione, solitudine, senso di abbandono. Il nostro approccio alla lotta alla povertà, di conseguenza, deve essere centrato sulla premessa di una fraternità fra uguali, che consenta alla partecipazione e alla responsabilizzazione di mettere radici.

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