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Un grazie corale a João Carlos Pompermayer

Per la sua competenza professionale e la sua grande umanità ha dato un contributo inestimabile al Polo Spartaco, ora modello per il mondo.

pubblicato su anpecom.com.br

João Carlos Pompermayer 2Quando si pensa all'Economia di Comunione in Brasile non si può non associarla al suo primo polo imprenditoriale, il Polo Spartaco. E non si può parlare di questo polo, senza menzionare João Carlos Pompermayer. Il 2 luglio scorso è deceduto a Bento Gonçalves-RS, dove abitava.
Quale impronta ha lasciato dopo più di 20 anni di dedizione nell'impresa della nascita e sviluppo del Polo? Lasciamo la parola a chi più ha condiviso con lui questa avventura. La loro testimonianza vuole essere innanzitutto espressione della gratitudine di tutti coloro che credono e vivono per una Economia di comunione.

Maria do Socorro Pimentel: "João Carlos era un uomo forte, coraggioso, con ferme convinzioni e grande capacità professionale. Trasmetteva sicurezza a João Carlos Pompermayer 3coloro che lavoravano con lui. Sapeva lottare e discutere senza timore di imporsi per salvare la verità. Riconoscendo in Chiara Lubich l'autore del progetto dell'Economia di Comunione e in Ginetta Calliari la prima protagonista, era in ascolto delle loro parole e immediato nel tradurle in pratica, senza "se" né "ma". Ha lottato per questa causa, affrontando non poche difficoltà. Era instancabile. Per più di 20 anni, è venuto ogni mese per partecipare alle riunioni dell'Espri e per seguire i lavori del Polo Spartaco. Era così importante questo impegno che, come spesso diceva, era per lui una priorità. Per la sua competenza professionale e la sua grande umanità ha dato un contributo inestimabile al Polo Spartaco. Per esempio è stato lui l'autore della prima stesura del Regolamento Interno del Polo: un lavoro fatto così bene e così curato che è stato assunto quasi per intero nella versione definitiva. Nonostante la sua competenza, Jao Carlos si è sempre messo all'ultimo posto, ha sempre valorizzato e dato rilievo a qualsiasi suggerimento di altre persone"

João Carlos Pompermayer 4Antonio Carlos Cardoso: "Ho avuto l'occasione di conoscere João Carlos nel 1990. C'era fra noi una grande affinità a motivo di varie caratteristiche che avevamo in comune. Dopo qualche anno ci siamo ri-incontrati all'Espri. Per 14 anni o più, ci siamo ritrovati tutti i mesi per seguire le attivita' del Polo, ci scambiavamo e-mails. Mi colpiva la serieta' con cui Joao Carlos si dedicava alle attività e ai progetti dell'Espri. Dai lavori che lui presentava si poteva immaginare quanto tempo doveva avervi dedicato."

Alberto Ferrucci: "Io ricordo che quando era arrivato il momento di costruire "davvero" il Polo Spartaco, e Ginetta mi aveva chiesto secondo me a chi si sarebbe dovuto chiedere di prendersi sulle spalle questo compito così impegnativo, sapendo quanto in effetti lo fosse, le avevo detto: lo si può chiedere solo ad un imprenditore esperto, che sia anche il papà di una focolarina(*). Lo avevo detto quasi per fare una battuta, sapendo per esperienza che un papà non riesce mai a rispondere di no ad una richiesta di sua figlia. Io non sapevo che João era un grande imprenditore, eppure già due giorni dopo era già arrivato nella Mariapoli, dopo aver percorso in volo i duemila chilometri di distanza dalla sua città; era lì, a disposizione perché glielo chiedeva sua figlia, per realizzare quanto insieme stavamo sognando. Ho avvertito subito una vera comunione fraterna. Ha portato avanti questo compito per oltre venti anni, contribuendo con tutti i suoi talenti alla costruzione del Polo."João Carlos Pompermayer 5

Armando Tortelli: "Mi ha sempre colpito la sua testimonianza e il suo amore per l'EdC che si esprimeva in fatti concreti, mai appariscenti. La sua presenza al Polo non era certo passiva, ma molto attiva, di grande contributo. Stare a fianco di João Carlos significava imparare sempre e non solo a motivo della sua competenza. Era una scuola di vita sempre più "contagiosa". Ora pensare al polo senza João Carlos è quasi inconcepibile, ma ci è sempre presente il suo esempio e dedizione."

Ricardo Faria: "Parlare di João Carlos é parlare dell'EdC in Brasile, sin dagli inizi. E' nel tempo dei primi passi della progettazione del Polo che l'ho conosciuto. Aveva proprio tutte le qualità per assumere tutta la parte tecnica del progetto: era competente, umile, sapeva ascoltare tutti, era sicuro nelle sue argomentazioni. Anche quando non ho più fatto parte del Consiglio, lui mi chiamava "mio Presidente". Ogni volta era per me una grande gioia incontrarlo per quell'amicizia e stima che sempre ci ha legato e che continua. Certo nessuno può togliermi la "saudade" che provo."

Carlos Alberto Ferrari (attuale presidente dell'Espri): "Ricordando gli inizi dell'EdC, le vicende al momento dell'acquisto del terreno dove più tardi è sorto il polo e tutte le riunioni che abbiamo fatto insieme, non posso dire altro che João Carlos era un uomo con la U maiuscola, dono di un amore generoso, disponibile, amabile, di tratto fine, insomma, un fratello!"

Concludiamo con Rodolfo Leibholz, che condivide la sua stessa fede e spiritualità che ha animato João Carlos. Il suo è un omaggio speciale in forma di poesia:

Poesia Pompermayer ital

(*) E' dal nome del Movimento, "dei Focolari" che deriva il nome "focolarini". Vivono in piccole comunità di laici – i focolari – che sono al cuore delle diverse espressioni che compongono il Movimento. Il loro primo impegno è mantener vivo il "fuoco" dell'amore evangelico, da cui deriva il nome "focolare".

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