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Maria do Carmo Gaspar: “Pioniera dell’EdC”

Lo scorso 22 dicembre ci ha lasciati una delle fondatrici dell'azienda EdC “La Tunica”, la prima impresa installatasi al Polo Spartaco.

Maria do Carmo Gaspar 01 ridVolevo formare una famiglia solida che potesse dare un contributo all’umanità”. Un sogno diventato realtà lungo i 72 anni intensi vissuti da Maria do Carmo Gaspar, brasiliana, tra i pionieri dell’Economia di Comunione.

Era nata ad Araraquara (SP, Brasile) nel 1942. Si era sposata con Rosario ancora molto giovane. Dopo alcuni anni avevano raggiunto una buona posizione sociale e finanziaria. “Ma – come racconta lei stessa – a poco a poco mi ero accomodata. Ero diventata insensibile alla dimensione spirituale, a poco a poco il nostro matrimonio è entrato in crisi”. E’ in questo momento che si imbatte con persone che testimoniano la pienezza di una vita vissuta secondo il Vangelo. E’ per lei una luce che rivoluziona la sua vita e quella della sua famiglia. Attorno a loro nasce una comunità viva. Poi, improvviso, un incidente recide la vita di Rosario, suo marito. Decide di contribuire alla  costruzione della Mariapoli Ginetta (Vargem Grande Paulista, SP) e vi va ad abitare con i figli lasciando casa e comodità di Araraquara, mentre nella cittadella nascente mancavano persino luce, acqua e telefono. Molto ci sarebbe da scrivere sui vari fronti in cui via via è impegnata: nel campo della famiglia, dei giovani, della politica, come collaboratrice della rivista Cidade Nova. Ci limitiamo al campo dell’economia.

E’ presente in quella sala della Mariapoli Ginetta, quando il 29 maggio 1991 Chiara Lubich lancia Maria do Carmo Gaspar 02 ridl’Economia di Comunione. Avverte la chiamata a contribuire alla realizzazione di questo progetto. Lei stessa racconta: “Subito ho scritto a Chiara dicendo che non avevo più niente da mettere in comune per poter dare inizio a una qualche cosa, come lei aveva proposto, ma che la mia vita, le mie forze, erano a disposizione”. Credendo nella grandezza profetica di questo progetto, Maria do Carmo affronta una nuova sfida: con un piccolo gruppo si lancia, anima e corpo, nella prima impresa che si è insediata nel Polo Spartaco: “La Tunica”.  

Tra le centinaia di messaggi giunti al momento della sua partenza, in più di uno Maria do Carmo viene descritta come “guerriera nell’amore”. Adriana Mendes, che ora lavora all’Anpecom (l'Associazione Edc degli imprenditori brasiliani) scrive: “Ho avuto la gioia di lavorare con Maria do Carmo a "La Tunica" per tre anni. Sin dall’inizio l’ho trovata una persona di grandissima finezza nel trattare ogni persona, non essendoci differenza fra una personalità in visita alla Tunica e l’ultima impiegata. L’impresa era punto di riferimento per i  tanti che volevano sapere della novità dell’EdC, quindi le visite erano frequentissime, ma Maria do Carmo non cambiava atteggiamento perché era abituata a sorridere, a stare attenta alle necessità; al tempo stesso dimostrava una grande capacità imprenditoriale”. E descrive ancora l’atmosfera di quel luogo: “All’inizio, l’impresa si era stabilita in una locale piccolo, umido e buio, con pochissime risorse, eppure, entrare alla Tunica era come trovarsi in un luogo “magico”: si sentiva di essere parte di un ideale che abbracciava il mondo, come se tempo e spazio non contassero veramente e questo perché lei ci portava, tutte noi collaboratrici, a fare questa esperienza”.

Solo per raccontare una delle tante esperienze di quegli inizi, riportiamo quanto Maria do Carmo Gaspar 04 ridMaria do Carmo raccontò ad un Congresso nel 2002: “(...) A un certo punto, avendo passato un momento delicato, quello degli inizi, (potete immaginare, eravamo piccolini…) abbiamo voluto stabilirci al Polo Spartaco nel  primo capannone appena costruito. Ci siamo resi conto che eravamo riuscite ad avere un po’ di utili e per noi era logico che venissero messi in comunione. Però, concretamente, i soldi in mano non li avevamo. E mentre pensavamo come fare, proprio nella stessa settimana, riceviamo la conferma di un ordine da una scuola per la quale producevamo le divise: ma la scuola in questa occasione ordinava un numero 4 volte maggiore di divise rispetto a quello a cui eravamo abituate. Per noi è stata la risposta di Dio: veramente Lui ci guardava e prima ancora che mettessimo i soldi nelle mani dei poveri, ce ne stava già facendo arrivare altri.

Maria do Carmo ha dato il suo contributo a l’EdC in vari modi, facendo parte ad esempio del Consiglio dell’ESPRI (la Società che gestisce il Polo Spartaco) o delle equipe organizzative di incontri e congressi di formazione. Si può intuire la sua anima nei confronti di questo progetto, leggendo quello che disse all’apertura di una delle scuole mensili di formazione per gli imprenditori svoltesi alcuni anni fa alla Mariapoli Ginetta: “Sappiamo benissimo che la risposta (al progetto) è audace, le difficoltà che troviamo sono anche tante, però l’ideale è grandioso, la prospettiva è veramente meravigliosa, e se riusciamo a fare anche un piccolo passo, avremo già costruito qualcosa di importante per il futuro. Io penso che non siamo soltanto noi ad aspettarci dei risultati ma è tutta l’umanità che li aspetta. Quindi, rimettiamoci nell’impegno preso ogni volta: essere qui è una forza reciproca che insieme facciamo crescere”.

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