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20 anni di EdC, ritorno in Brasile

Iniziata oggi alle porte di San Paolo l’Assemblea Internazionale di Economia di Comunione

20 anni di EdC, ritorno in Brasile

di Paolo Lòriga, inviato

110525_Ginetta_SalaÈ la stessa sala (pur se ammodernata), è lo stesso maggio luminoso, è la stessa natura dai colori brillanti. È proprio qui nell’auditorium della Mariapoli Ginetta Calliari, a cinquanta chilometri da San Paolo, che vent’anni fa Chiara Lubich, sotto il pressante impulso dello Spirito, comunicò un’intuizione: il carisma dell’unità aveva qualcosa da dire per contribuire ad innovare l’apparentemente inscalfibile sistema economico e produttivo internazionale.

Sono arrivati qui in Brasile in 650 (cospicua la presenza di giovani) da 37 Paesi del mondo in rappresentanza delle 800 aziende impegnate nell’EdC, degli otto poli imprenditoriali presenti nel mondo, degli studiosi e degli studenti delle discipline economiche coinvolti nella riflessione scientifica e nell’elaborazione culturale.

Gente che non è stata fiaccata dalla crisi economica e finanziaria ancora perdurante, ma che da essa ha trovato ulteriori convinzioni per innovare i fondamenti produttivi e maggiori responsabilità per i milioni di persone cadute nell’indigenza.

Già in apertura dell’assemblea, iniziata oggi, 25 maggio, c’è gioia e gratitudine per questi due decenni di cammino, ma anche commozione quando si 110525_Ginetta_Emmaustorna alle parole della fondatrice dei Focolari che ebbero, come allora fu detto, l’«effetto di una “bomba” in campo economico». A queste origini torna Maria Voce, presidente dei Focolari, in un messaggio video che non indugia comunque sui registri della commemorazione e della celebrazione.

«Occorre riconoscere che il progetto dell’EdC deve ancora affermarsi», ha fatto presente, complimentandosi con gli organizzatori per la scelta di un dettaglio, rivelatore però dell’approccio di fondo: «Mi sembra molto significativo che nel logo delle celebrazioni abbiate voluto far apparire la data del 2031 ad indicare un futuro che oggi possiamo solo intuire e che si definirà grazie ai contributi che continuerete a dare».

Senza fare sconti, la presidente Voce ha indicato le sfide che attendono l’EdC che ha «la potenzialità di trasformare dall’interno il vissuto economico, non solo delle imprese, ma anche delle famiglie, delle istituzioni finanziarie, delle politiche economiche». Ma occorre tener presente una condizione di fondo: «L’EdC avrà nuovo slancio se avrà come orizzonte il mondo unito e sarà capace di muovere i cuori, le azioni, gli entusiasmi di chi ha esigenze di grandi ideali per cui giocare la propria vita». Indica così che «ne verrà una nuova stagione di creatività e di protagonismo di tutti voi e risponderemo a un grande appuntamento con la storia».

110525_Ginetta_Bruni02Di storia aveva parlato anche Luigino Bruni, coordinatore della commissione internazionale dell’EdC, aprendo i lavori dell’assemblea, per sottolineare il cammino compiuto dalla profezia di Chiara in ambito economico. Quattro le parole su cui è stato imperniato il suo intervento: festa, per i venti anni; responsabilità, per il compito da svolgere in questo periodo di crisi; memoria, per non dimenticare le domande fondative di Chiara pronunciate in questa sala nel 1991; speranza, nella forza del progetto loro affidato e nelle nuove generazioni di imprenditori e studiosi impegnate nell’EdC.

Inevitabili i rimandi storici anche per l’imprenditore Alberto Ferrucci, nell’Edc sin dalla prima ora. Ha ricordato il modo organizzato con cui agli inizi Chiara e le compagne di Trento sovvenivano alle necessità dei poveri della città, giungendo così a indicare una «vocazione laica di santità» in quanti avrebbero sostenuto l’EdC, da chi vendette modeste proprietà, offrì i pochi risparmi per consentire di acquistare i terreni per i poli produttivi a chi lasciò ottimi posti di lavoro e le proprie 110525_Ginetta_Ferruccicittà per dar vita all’intuizione di Chiara. Un eroismo che ha poi permesso a Benedetto XVI di citare l’EdC nella sua prima enciclica sociale.

Un’esigenza ha consegnato Ferrucci all’assemblea: «Occorre elaborare teoricamente i paradigmi di questa nuova economia, potendo mostrare poli produttivi ed aziende che mettono in pratica questi principi e scuole ed università che formano ad essi». Significativo perciò che, prima di arrivare qui alla Mariapoli Ginetta, Luigino Bruni e Giuseppe Argiolas siano stati invitati ad un seminario con docenti e studenti di economia dell’Università Cattolica di San Paolo, Benedetto Gui e un imprenditore dell’EdC abbiano parlato all’Università metodista di Piracicaba, mentre l’economista svizzero Luca Crivelli abbia dialogato con 150 industriali e uomini d’affari a Salvador de Bahia, convocati da una banca locale. Segnali gravidi di futuro, che l’assemblea è chiamata a progettare.

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