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Verso il futuro: cominciamo da qui!

La conferenza “C’era una volta il futuro”, senza tacere le criticità ella nostra contemporaneità, apre a nuove speranze

150117 Firenze Tuscany 02 ridSi chiude il 17 gennaio sera, dopo un’intensa giornata di lavori, la prima delle quattro conferenze che apre il ciclo “La Toscana: un Laboratorio Globale per la Qualità della Vita”, che si chiuderà il 31 gennaio, passando attraverso prossime interessanti tappe fissate per il 24, il 30 e il 31 gennaio pomeriggio presso il Polo Lionello Bonfanti (Loc. Burchio – Figline e Incisa Valdarno – FI).

Oltre 100 i partecipanti, confluiti durante questo primo appuntamento del 17 gennaio nella bella sala Pegaso di Palazzo Strozzi Sacrati di Firenze, resa disponibile per l’occasione dalla Regione Toscana, per realizzare “C’era una volta il futuro”, evento culturale che si è rivelato essere una preziosa occasione di dialogo tra cittadini, amministrazioni pubbliche, mondo economico e studiosi esperti del tema della qualità della vita e delle sue possibilità concrete di sviluppo.

Il saluto dell’Assessore regionale Gianni Salvadori ha segnato l’inizio di questo dialogo, in cui non poteva mancare la presenza del livello amministrativo e politico.
A questo si sono susseguiti gli interventi, dal vivo e anche online, di studiosi di rilievo internazionale quali Stefano Bartolini, da anni impegnato, assieme al dott. Francesco Sarracino, nello studio delle determinanti della felicità, Richard Wilkinson, epidemiologo attento a comprendere il ruolo di alcuni stili di vita rispetto alla salute, John De Graff, giornalista, Tim Kasser, psicologo sociale, Donatella Della Porta, politologa dell’Istituto Europeo di Fiesole, Luigino Bruni, economista, Vandana Shiva, ecologista e filosofa indiana, la cui fama ha richiamato la presenza di diverse persone.

Il futuro” ha sottolineato la Shiva “ci è stato sottratto attraverso un furto che stiamo facendo alla nostra terra perché i sistemi di supporto a livello ecologico si stanno 150117 Firenze Tuscany 03 riddisgregando”. E questo, ha sottolineato, a causa di una definizione di sviluppo che abbiamo adottato senza accorgerci che è solo recente e condizionata da un certo tipo di cultura. “Esistono invece” ha ribadito ancora la Shiva “diverse forme di sviluppo. Ad esempio quella delle culture indigene che sono sviluppate dal punto di vista della valorizzazione della terra”. Questa pluralità di punti di vista è, dal suo punto di vista, una ricchezza, è una riserva di speranza per il futuro. Come?
La Shiva in questa domanda vede la sfida che ci troviamo di fronte: “Esistono varie traiettorie che colgono la sfida di coltivare il futuro. Dobbiamo far incontrare queste traiettorie. […] La sfida che noi dovremmo affrontare è la nostra pluralità, come diventare una sola umanità che sa preservare le proprie diversità”.

Nel tentativo di cogliere e affrontare questa sfida, si svolgeranno i prossimi tre convegni del ciclo, tutti presso il Polo Lionello Bonfanti (Loc. Burchio, Figline e Incisa Valdarno – FI):

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