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I dieci anni della Tergon

Anni tutt’altro che comodi, ma felici, di una impresa “multiculturale”

I dieci anni della Tergon

di Giuseppe Argiolas

da "Economia di Comunione - una cultura nuova" n.31 - maggio 2010

N30_Giuseppe_ArgiolasWaldemar Silfest, già direttore di banca e Georg Endler, con esperienza nel settore dei mobili d'ufficio, sono tra gli iniziatori dell'azienda, che nasce nel 2000 con un   capitale iniziale di 200.000 franchi svizzeri, versato da quasi 100 soci, residenti in Germania, Svizzera, Italia, Egitto e Romania.
La formula scelta è quella di creare una società finanziaria, la TERGON spa, che mette a disposizione della società operativa, la TERGON srl, il capitale necessario a svolgere la propria attività di produzione di sedie ergonomiche di standard elevato.
Nel momento della sua costituzione i fondatori decidono che l'azienda aderisca al progetto dell’Economia di Comunione. Così ricorda Georg Endler: “Negli statuti della TERGON srl abbiamo stabilito che l'utile non sarebbe servito solo per lo sviluppo dell'impresa e per corrispondere un dividendo agli azionisti della TERGON spa, ma anche per aiutare i bisognosi e per sostenere la Scuola di formazione di Montet”.

 

Montet è la cittadella internazionale di testimonianza del Movimento dei Focolari situata in Svizzera, nata con lo  scopo specifico della formazione di giovani e meno giovani alla cultura di comunione. L’azienda si insedia a Montet per offrire ai giovani che vi soggiornano per circa un anno, la possibilità di un lavoro remunerato.

 

Nell’anno 2000 si realizza il prototipo della sedia TERGON, e con esso nasce una intera  gamma di sedie da ufficio ergonomiche di alta qualità N31_Pag._19_Tergon_4(www.tergon.ch) di cui nel 2001 si inizia la commercializzazione.
Non è un momento felice: i fatti dell’11 settembre innescano la crisi economica paralizzando parecchi settori: i clienti sono molto prudenti e la vendita delle sedie stenta a decollare. “è stato il momento più difficile”, dice Waldemar Silfest. “una notte mi sono svegliato con dentro una domanda: ‘e se dovessi  ammettere davanti agli azionisti la sconfitta, informandoli che avrebbero perso tutto?’ Eravamo partiti per fare qualcosa per Dio… ed ora, ci voleva un’adesione piena d’amore a questa circostanza davvero inaspettata: quello mi sembra essere stato il vero momento di nascita della TERGON”.
La svolta avviene proprio quando continuare a credere aveva tutte le caratteristiche di un atto eroico. Si riesce ad andare avanti grazie alla sottoscrizione di nuove azioni, ad una nuova strategia di vendita che accresce gli ordini ed al sacrificio dei dirigenti che, per permettere all’impresa di sopravvivere in mancanza di liquidità, lavorano con stipendi simbolici.

N31_Pag._19_Tergon_3Una produzione più efficiente e l’incremento nelle vendite ridanno fiato alle speranze: nel 2005 l'azienda arriva a produrre 3.573 sedie d'ufficio, per un fatturato globale di 1.415.000 euro. Quell’anno chiude l'esercizio per la prima volta in pareggio e versa con soddisfazione agli azionisti - che con fede e pazienza hanno sostenuto il progetto - un dividendo del 5 % sul capitale investito. Oggi il capitale sociale della TERGON spa è di un milione di franchi svizzeri, circa settecentomila euro.

Da alcuni anni ormai l'azienda riesce a condividere regolarmente gli utili secondo le finalità del progetto EdC, ma “la sfida più grande – spiega Christoph Hohl – non è mettere gli utili in comune, bensì coniugare in modo equilibrato economia e comunione. Ci accorgiamo che abbiamo tanto da migliorare, ma allo stesso tempo quando ci si riesce questa è la nostra gioia più grande.”

E Waldemar Silfest sottolinea: “Economia di Comunione, ancora prima di mettere in comune gli utili, significa coltivare rapporti fraterni, lavorare N31_Pag._18_Tergon_2responsabilmente insieme per produrre un utile, praticare uno stile di gestione che metta al centro la persona e che coinvolga tutte le componenti dell’azienda”.

Per Georg Endler la sfida più grande è stata quella di non coltivare pregiudizi: “Mi sembrava di vedere solo gli sbagli degli altri e in me prendevano forma dei pregiudizi. Ho cercato il dialogo con i colleghi ed anche con Dio, ... con il risultato che puntualmente sono arrivate le soluzioni”.
Per promuovere una gestione comunitaria dell’azienda i dirigenti si radunano ogni mese in un “workshop” con un imprenditore EdC come consulente esterno, che gratuitamente mette a disposizione della TERGON il suo tempo e le sue competenze. Si affrontano le questioni, si prendono insieme delle decisioni importanti per ripartire poi con una nuova libertà interiore e con rinnovato coraggio.
Attualmente lavorano nello stabilimento di Montet tre manager, sette impiegati e dieci studenti part-time; fuori sede, sette venditori e quattro telefoniste, che curano le vendite in Svizzera e Germania.

N31_Pag._18_Tergon_1Edi Rieder, responsabile della produzione, svolge il non facile compito di trasmettere le competenze tecniche e integrare gli studenti che lavorano nei vari settori: “ogni anno è una sfida, perché i giovani cambiano e dobbiamo ricominciare da capo. Sento che il mio compito principale è quello di accogliere ciascuno di loro considerando attentamente le specificità culturali - provengono da tutto il mondo- e personali, puntando al tempo stesso a realizzare una produzione efficiente a reale servizio del cliente.  Personalmente posso testimoniare di aver ricevuto più di quanto ho dato! L’esperienza maturata in questi anni mi dice che ognuno di loro e tutti insieme, costituiscono la vera ricchezza della TERGON”.

Nel 2009 sono state prodotte 4.882 sedie, per un fatturato di 3.132.435 franchi svizzeri, circa 2,2 milioni di euro.
Quest’anno TERGON festeggia i dieci anni di attività ed abbiamo chiesto a Waldemar Silfest a cosa si debba il successo di TERGON con limpida certezza risponde: “Al fatto che abbiamo creduto ad un piano di Dio e che abbiamo lavorato con fedeltà alla sua realizzazione”.

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