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La Stampa - 24/06/2012

Costruire cose buone

Un modo diverso di fare economia

di Agnese Moro

Pubblicato su La Stampa il 24/06/2012

Logo_La_Stampa"La «Summer School Mediterranea di Economia Civile», è nata a Taranto tre anni fa dalla collaborazione del Centro di cultura «Giuseppe Lazzati» di Taranto dell’Università Cattolica, di «Economia di Comunione », del «Comitato per l’imprenditorialità sociale », della Camera di Commercio, con la direzione scientifica del professor Luigino Bruni.

Faccio alcune domande su questa esperienza a Mimmo Amalfitano, presidente del Centro Lazzati di Taranto.

Negli anni scorsi 70 giovani; 50 quest’anno, chi sono?

«Si tratta di laureati o laureandi, in materie economiche, umanistico-giuridiche e letterarie. Alcuni hanno esperienze nell’associazionismo socio-culturale, nel volontariato; di campi internazionali e tirocini o stage formativi con Ong o enti non-profit. Quest’anno c’è una buona presenza di titolati in materie sanitarie, anche in relazione all’argomento da trattare: “Il nuovo modello di welfare che ci aspetta”. Aspirano ad approfondire le loro competenze per avviare progetti di cura della persona».

Cosa hanno apprezzato i partecipanti?

«In primis l’approccio tutt’altro che cattedratico della scuola: l’idea di coinvolgere docenti e studenti nel vivere un’esperienza comunitaria di studio, approfondimento e scambio, alternando lezioni a testimonianze di professionisti ed imprenditori che concretamente mettono in atto i valori e i principi dell’economia civile nella loro vita quotidiana: questo rappresenta infatti uno stimolo e la dimostrazione esemplare che quanto proposto in aula non è utopia ma si può realizzare concretamente. Poi la didattica inerente i principi base dell’Economia Civile: il dono, la reciprocità, la relazionalità, la fiducia, la coniugazione tra profitto, rispetto e attenzione all’altro».

Quale è la cosa che a voi sembra più importante?

«Fare l’esperienza, in un contesto di crisi, di un’idea diversa di economia, capace di vivere nei mezzi e nei fini il primato della persona. Un’economia e un’intrapresa che nasce dalla dimensione di relazione con l’altro, dal criterio di responsabilità e dal prendersi cura dell’uomo con i suoi bisogni. Una visione nuova, rinnovata dei processi sociali. Non più solo Stato e Mercato ma una circolarità viva, creatrice, generatrice tra società civile, Stato e Mercato, con una ridistribuzione tra questi di sovranità e di compiti».

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