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Gente Veneta - 16/06/2012

Bruni: Le relazioni valgono più del Pil e il Pil cresce grazie alle relazioni

di Fabio Poles

pubblicato su Gente Veneta il 16/06/2012

Logo_GVonlineSperanza, gioia di lavorare, cultura della positività, creatività. Sono le parole che hanno usato gli imprenditori vicini al movimento “Economia di Comunione” che, insieme ad altri aderenti e simpatizzanti, si sono riuniti sabato 9 giugno alla Gazzera, presso l’Istituto Salesiano San Marco, per riflettere su “Economia, lavoro e crisi” insieme all’economista Luigino Bruni, docente alla Bicocca di Milano e all’Istituto Universitario Sophia di Loppiano.

Parole positive, usate anche se la crisi non risparmia nemmeno alcuni di loro. Più di trecentocinquanta le persone presenti, una quarantina gli imprenditori.

«L’imprenditore crea lavoro: questa è una virtù ed è quello di cui c’è bisogno in questi momenti di crisi. Dobbiamo immaginare un lavoro che nasca da imprenditori sociali, magari di comunione, che si mettono insieme per fare rete, cooperare e far rinascere il lavoro» ha spiegato il docente.

Chi è l'imprenditore virtuoso.

Che ha continuato: «L’imprenditore oggi è virtuoso se innova, se prende rischio. Ma virtù cosa vuol dire? Vuol dire saper fare cose difficili e impegnative, saper prendere rischio e innovare in un contesto di difficoltà. L’imprenditore, oggi, che c’è poco lavoro e quindi ci sono più persone disposte a lavorare, può far diventare chi è escluso un lavoratore. Come hanno fatto gli imprenditori delle zone agricole, Veneto e Marche, che hanno industrializzato: hanno messo dentro la vita civile chi ne era fuori. Chi in particolare? I giovani, le donne, i pensionati. Questo è l’imprenditore virtuoso».

Parlando ancora delle nuove virtù del mercato (il titolo del suo ultimo libro), Bruni ha aggiunto: «Quando penso ai giovani di oggi, credo si muovano su due grandi binari in tensione tra di loro. Da una parte: trova la tua vocazione lavorativa, il “daimon” (il dio interiore che ti spinge al tuo bene) socratico. Dall’altra parte: devi capire se quello che ti piace serve agli altri. Perché non si può fare solo quello che piace ma bisogna fare anche quello che serve. E questa è la virtù dell’antinarcisismo. Cioè trovare la propria vocazione guardando il mondo con gli occhi degli altri. Se non si fa così si passano gli anni migliori a seguire sogni inutili. Pensare :“devo far qualcosa che se anche non mi piace piace però ad un altro che mi paga” ha anche una dimensione sociale”.

In questo senso Bruni ha invitato i giovani a «non far diventare il titolo di studio conseguito un ostacolo nella propria vita professionale»
E per il futuro? «Bisogna dar spazio alle relazioni, ai beni relazionali. Dovremo aumentare i rapporti di prossimità, l’acquisto solidale, nuove forme di baratto di competenze, le banche del tempo» ha concluso l’economista.

Per le cose importanti il denaro è troppo poco. «Sono tutte cose che dicono che le persone vogliono riappropriarsi dei rapporti non demandando tutto alla mediazione monetaria. Quindi non dico che il Pil deve decrescere, non mi sembra interessante. Dobbiamo abbinare alla decrescita dell’economia monetaria la crescita di un’altra parte dell’economia. Insomma: per far crescere il capitale monetario stiamo distruggendo il capitale sociale. Quando vuoi esprimere cose importanti il denaro è troppo poco. Litighi con tua moglie e per far pace le compri un gioiello? No, devi cambiar vita. L’essere umano è un animale simbolico, vuole il “grazie”, il riconoscimento della dignità. Per sviluppare rapporti profondi, anche nel mondo economico, il denaro non basta».

vedi anche articoli correlati: Sette parole per uscire dalla crisi; Pietro Comper, imprenditore: «Dando valore ai dipendenti aumenta il mio profitto»

 

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