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Avvenire - 18/09/2011

La storia di due professionisti che hanno deciso di scommettere sullo sviluppo della propria terra, a Enna. «Fare impresa significa anche rinunciare a facili profitti e investire sul capitale umano»

«Lavoro, scegliere la via della legalità è possibile»

di Laura Borgeresi

pubblicato su Avvenire il 18/09/2011

Pintus_BrunoIncisa Valdarno (Firenze) - Coniugare le regole dell’impresa con i valori della solidarietà. Tra le tante storie che in questi giorni hanno animato la seconda edizione di Loppiano Lab, nel ventennale dell’Economia di Comunione, c’è quella di Giuseppe Pintus e Fabio Bruno, entrambi consulenti del lavoro, entrambi di Enna. Il loro è un progetto di vita che transita attraverso l’adesione al progetto del Movimento dei Focolari maturato nei primi anni ’90 e si inserisce in un contesto non facile come quello di questa zona della Sicilia. «Abbiamo scelto di puntare tutto sulla legalità, dicendo no a facili guadagni e creando nel nostro piccolo un luogo di formazione e di incontro» spiegano oggi.

«La mia scelta – ha sottolineato in particolare Pintusè stata sicuramente una risposta alle tante inquietudini che si respirano all’interno del mondo del lavoro. Penso sia fondamentale misurarsi quotidianamente con la cultura del donare, non soltanto ideando profitti, ma ponendo l’uomo al centro». L’obiettivo deve essere quello di far partecipare altri ai propri successi, immettendo in circolo solidarietà e collaborazione, «le uniche
risorse per il futuro, non soltanto economico, della nostra società».

«Non è stato facile, specialmente nei primi anni – riconosce Brunoriuscire a coordinare una visione di economia di comunione con le esigenze imposte dal mercato. Oggi, con Giuseppe, siamo titolari di studi per consulenze lavorative e ciascuno si occupa di particolari settori, grazie alla presenza di diversi collaboratori». In tutto dieci persone hanno trovato un’occupazione grazie a questo progetto, che si intreccia con la vita economica dell’area e crea una «rete» di relazioni tra professionisti, famiglie e imprese.

Mettere al centro, tanto più in tempi di forte crisi economica come questo, la persona e il suo futuro è uno dei segreti per cercare insieme il bene
comune. È questa la lezione di Loppiano Lab, un vero e proprio laboratorio nazionale di economia, comunicazione e formazione, la cui conclusione è in programma per oggi. Un appuntamento al quale hanno aderito 60 imprese, istituzioni, realtà culturali, operatori economici. Si tratta anche di uno spazio per progettare il futuro, come ha fatto la tavola rotonda dal titolo: «Sperare con l’Italia. In rete per il Bene comune nel 150° anniversario  dell’Unità».

Ampio spazio è stato dato alle riflessioni sull’Economia di Comunione, nata da una felice intuizione di Chiara Lubich, esattamente 20 anni fa.

«Loppiano sta a dire a chi la visita come sarebbe il mondo se tutti vivessero il Vangelo ed in particolare il comandamento dell’amore scambievole».
Una lezione viva, per l’economia e per le nostre comunità.

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